Palazzo Naselli Crispi - Via Borgo Leoni 28 - Ferrara
GIOVEDI' 27 MARZO ore 17.30
I CONCERTI DI PALAZZO NASELLI CRISPI
IL PIANOFORTE TRA OTTO E NOVECENTO
Giovanni Bergamasco pianoforte
Fryderyk Chopin (1810-1849)
Ballata op. 47 in la bemolle maggiore
Scherzo op. 31 in si bemolle minore
Claude Debussy (1862-1918)
Estampes
Pagodes
La soirée dans Grenade
Jardins sous la pluie
Maurice Ravel (1875-1937)
Jeux d’eau
Alfredo Casella (1883-1947)
Toccata op. 6
Ferruccio Busoni (1866-1924)
Elegia n. 4 Turandots Frauengemach
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione consigliata al numero 3338043626 (solo Whatsapp)
Prima di ogni Concerto è prevista una visita guidata gratuita di Palazzo Naselli Crispi, primo esempio di architettura civile del ‘500 a Ferrara. Non è necessaria la prenotazione. Ritrovo alle 16,30 nel cortile del Palazzo.
Il giovane pianista Giovanni Bergamasco presenta un programma ispirato dal desiderio di esplorare l’immenso panorama della musica pianistica del XIX e XX secolo, attraverso la giustapposizione di brani famosissimi (vere pietre miliari) che si affiancano a capolavori meno frequentati ma pur sempre di immensa pregevolezza, che non a caso sono stati scelti nell’ambito della produzione tardoromantica e novecentesca italiana.
F. Chopin – Scherzo op. 31 e Ballata op. 47
Scherzi e Ballate costituiscono, nell’opera di Chopin, momenti fondamentali nei quali il compositore si esprime attraverso una forma sostanzialmente libera, non vincolata a canoni compositivi rigidi, né collegata ad una matrice di tradizione polacca, né ad una ricerca tecnica e musicale come accade per gli studi.
In entrambe le opere Chopin supera i limiti tipici di queste “forme minori”, li arricchisce con strutture forti e non meno complesse di quelle, ad esempio, di un primo tempo di sonata, proponendo diversi temi apparentemente antitetici, che dapprima si contrappongono per fondersi, infine, nella parte finale.
C. Debussy – Estampes
La suite Estampes annovera tre distinti brani (Pagodes, La soirèe dans Grenade e Jardins sous la pluie) e fu composta da Debussy nel 1903 per evocare le suggestioni di paesi lontani, che avrebbe voluto visitare ma che si dovette accontentare di immaginare e rappresentare in musica, attingendo a stilemi tipici della musica orientale (quali la scala pentatonica) o spagnola (come il ritmo di habanera). L’ultimo brano contiene riferimenti a temi di canzoni infantili, che stemperano la sua connotazione virtuosistica.
M. Ravel – Jeux d’eau
E’ una composizione descrittiva, una “musica a programma” che Ravel scrisse per compiacere un pubblico parigino che già aveva apprezzato la Pavane e il Menuet Antique. Per evocare l’acqua, elemento che per il compositore aveva un profondo significato di serenità, Ravel ricorre ad una scrittura pianistica nella quale virtuosismi ed ornamenti diventano parte della struttura stessa, e l’armonia si fonda su accordi paralleli di settima e di nona, che non hanno una vera e propria funzione tonale ma neppure risultano dissonanti, e contribuiscono ad evocare la fluidità di ciò che rappresentano.
A. Casella – Toccata op. 6
Composta nel 1904, rimasta inedita e non eseguita per lungo tempo, la Toccata op. 6 conobbe in seguito un periodo di notevole celebrità. Si fonda su due elementi costruttivi, uno accordale (do diesis minore) ed uno melodico (do – re – fa – sol) che, dopo una prima esposizione, vengono riproposti su tutto l’arco della tastiera. Dapprima esposti nel modo minore, e seguiti poi da una sezione centrale incentrata su un pedale di dominante, vengono riproposti nella ripresa ma trasformati in modo maggiore per un finale pirotecnico.
F. Busoni – Elegia n. 4
La quarta elegia è la più popolare delle sei che compongono il ciclo BV 249 (una serie di brani destinati ad essere eseguiti sia insieme che singolarmente). Un aneddoto riferito da Egon Petri vuole che Busoni sia stato fuorviato nel credere che il tema su cui il brano è costruito (Greensleeves) fosse una musica orientale, ciò che in parte spiega il titolo del brano.