Palazzo Naselli Crispi - Via Borgo Leoni 28 - Ferrara
GIOVEDI' 13 FEBBRAIO ore 17.30
I CONCERTI DI PALAZZO NASELLI CRISPI
TRA VIENNA E PARIGI
Claude Debussy (1862 - 1918)
Images, seconda serie
Cloches à travers les feuilles
Et la lune descend sur le temps qui fût
Poissons d'or
Arnold Schönberg (1874 - 1951)
Drei Klavierstücke, Op. 11
Mässige Viertel
Mässige Achtel
Bewegte Achtel
Irene Brinci pianoforte
Claude Debussy
Aria di Mélisande: Mes longs cheveux descendent
(da Pelléas et Mélisande, testo di Maurice Maeterlinck)
Recitativo e Aria di Lia: L'année en vain chasse l'année
(da L'Enfant prodigue, testo di Édouard Guinand)
Anna Giulia Simioni voce
Angelo Leonardo Pastorini pianoforte
Claude Debussy
Nuit d’étoiles
testo di Théodore de Banville
Gabriela Mendez voce
Angelo Leonardo Pastorini pianoforte
Maurice Ravel (1875-1937)
Chanson de la mariée
(da Cinq Mélodies populaires grecques)
Gabriel Fauré (1845-1924)
Chanson d'amour op. 27 n. 1
testo di Armand Silvestre
Anna Giulia Simioni voce
Angelo Leonardo Pastorini pianoforte
Gabriel Fauré
Le papillon et la fleur op. 1 n. 1
Mai op. 1 n. 2
testi di Victor Hugo
Gabriela Mendez voce
Angelo Leonardo Pastorini pianoforte
Ernest Chausson (1855-1899)
La Nuit op. 11 n. 1
testo di Théodore de Banville
Anna Giulia Simioni, Gabriela Mendez voci
Angelo Leonardo Pastorini pianoforte
All'alba del XX secolo, il vento della modernità che soffia sull'Europa investe anche il linguaggio musicale, rinnovandolo profondamente, come già stava accadendo nelle arti visive, nell'architettura, nella letteratura. Molto diversa, a prima vista, ci sembra la strada che percorrono i compositori francesi, rispetto alla rivoluzione atonale della scuola viennese, che porterà alla nascita della dodecafonia, ma ad un più attento esame sottili fili si intrecciano tra questi due mondi, Vienna e Parigi non ci appaiono più tanto lontane. Ne è un esempio un testo teatrale come Pelléas et Mélisande, del poeta simbolista belga Maurice Maeterlinck, che fu musicato sia da Debussy e Faurè che da Schoenberg piu o meno negli stessi anni.
Il programma di questo pomeriggio presenta nella prima parte due importanti opere pianistiche di Debussy e di Schoenberg composte quasi negli stessi anni.
La seconda serie delle Images per pianoforte di Debussy, scritta nel 1907, si compone di tre brani dai titoli sapientemente evocatori: nel primo, Cloches a travers les feuilles (Campane attraverso le foglie) il suono delle campane è percepito attraverso la straordinaria delicatezza degli accordi, come la nebbia del mattino che non lascia filtrare i raggi del sole. Il secondo brano, Et la lune descend sur le temple qui fût (E la luna cala sul tempio che fu) suggerisce l'idea della luna che illumina con riflessi trasparenti un antico tempio ormai ridotto in rovina. Nel terzo brano infine, Poissons d'or (Pesci d’oro) è facile riconoscere il colpo di pinne dei pesci, il veloce guizzo, l'improvviso mutamento di direzione della corsa capricciosa, il luccichio dei colori e l'iridescenza prodotta dal riflesso del sole nell'acqua, sulle scaglie rilucenti.
Solo due anni separano le Images debussiane dai Drei Klavierstücke (Tre pezzi per pianoforte) op. 11 di Schoenberg composti nel 1909, che rappresentano una svolta nel percorso compositivo schoenberghiano. Sono infatti la prima opera “atonale” del compositore austriaco, nella quale egli volta definitivamente le spalle alle certezze del sistema tonale, aprendo la strada al pianismo visionario del XX secolo.
La seconda parte del concerto invece è interamente dedicata alla musica vocale francese e si apre proprio con un’aria di Mélisande, nella versione di Debussy, colta nell'attimo in cui dall'alto della torre fa scivolare verso il basso la sua lunga capigliatura, le cui curve e volute sono l'immagine stessa dell'arabesco, di quel viluppo di linee curve e intrecciate che impronta in quegli anni le arti figurative e che nella musica di Debussy ritroviamo trasfigurato in linee melodiche ondeggianti e concentriche.
Sempre di Debussy ascolteremo l'aria di Lia dalla cantata L'enfant prodigue e la bellissima Nuit d'etoiles su testo di Théodore de Banville.
È invece una canzone popolare greca ad ispirare la Chanson de la mariée di Ravel, che riprende la melodia tradizionale aggiungendo un accompagnamento che è quasi un moto perpetuo, un frullo d’ali velocissimo che non si placa se non al termine della canzone.
Semplicità e leggerezza spirano anche dalle tre mélodies di Gabriel Fauré, scritte su testi di Armand Silvestre e di Victor Hugo, in cui i temi dell’amore e della natura si intrecciano in modo inestricabile.
Il programma termina infine con un altro inno alla notte, su testo ancora una volta di Théodore de Banville, il duetto La Nuit di Ernest Chausson, una pagina di grande bellezza, nella quale la calma e il profondo mistero della notte si fondono in un’atmosfera quasi religiosa.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Prenotazione consigliata al numero 3338043626 (solo Whatsapp)
Prima di ogni Concerto è prevista una visita guidata gratuita di Palazzo Naselli Crispi, primo esempio di architettura civile del ‘500 a Ferrara. Non è necessaria la prenotazione. Ritrovo alle 16,30 nel cortile del Palazzo.