"CARMINA BURANA IN CERTOSA, SUGGESTIONI AL TRAMONTO" ASPETTANDO LA NOTTE ROSA

Concerti
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  Sabato 29 Giugno 2024 20:30 - 22:00

  Certosa di Ferrara

Carmina Burana

di Carl Orff (1895-1982)

versione per soli, coro, coro di voci bianche, due pianoforti e percussioni

Coro Filarmonico Rossini di Pesaro - direttore: Federico Raffaeli

Coro Voci Bianche "Le Allegre Note" di Riccione -  direttore: Fabio Pecci

Coro del Conservatorio G. Frescobaldi di Ferrara -  direttore: Manolo Da Rold

Timpani: Fausto Negrelli

Percussioni: Fabrizio Benazzi, Alessandro Onorato, Matteo Quarti, Martino Via

Primo pianoforte: Andrea Ambrosini

Secondo pianoforte: Niu Haiyao

Soprano: Fabiana Visentin

Tenore: Luís Arance Ortega

Baritono: Wang Weihang

Direttori

Federico Cavalieri

Andrea Piergentili 

Francesco Zamorani 

 

EVENTO GRATUITO prenotazone obbligatoria a questo link, selenzionando il calendario a destra della pagina e completando con i propri dati

https://www.inferrara.it/esperienze/esperienze/TRN/77299dd1-36bb-45ad-ab73-58a2513de529/carmina-burana-in-certosa-aspettando-la-notte-rosa

IN CASO DI MALTEMPO L'EVENTO SI SVOLGE PRESSO IL TEATRO COMUNALE DI FERRARA

Evento organizzato in collaborazione con Ferrara Musica, FerraraTua

 

Nel 1803 vennero scoperti nel monastero bavarese di Benediktbeuern alcuni testi poetici medievali, poi ribattezzati "Carmina Burana" in onore del luogo del ritrovamento (Bura Sancti Benedicti). Secondo la tradizione erano opera di goliardi, bande di studenti irriverenti che si dedicavano a donne, bere, gioco d'azzardo e versi satirici, mentre vagavano di università in università. Sebbene gli studiosi abbiano messo in serio dubbio questa attribuzione, i temi mondani di molte poesie dei "Carmina" certamente si adattano ad ascendenze goliardiche. Furono proprio questi argomenti a interessare dal 1934 Carl Orff, all'epoca già reputatissimo compositore e didatta tedesco, che ne selezionò ventiquattro e li organizzò a sezioni: "In Primavera", "Sul prato", "All'osteria", "Le Corti d'Amore" e "Blanziflor et Helena". Ad incorniciarli c'è "O Fortuna", la parte più famosa (e saccheggiata) dei "Carmina Burana", un coro fatalista in lode di Fortuna, la dea crudele che porta sia piacere che sofferenza. Orff creò una monumentale cantata scenica per coro e orchestra, realizzandone anche la versione per coro, percussioni e due pianoforti che ascolteremo questa sera. La primavera risveglia gradualmente la terra e suscita il desiderio d'amore dell'umanità in tutta la sezione a lei intitolata e con "Sul prato" i giovani e le giovani del mondo sono impegnati in vorticosi giri di danza e flirt giocosi. L'atmosfera gioiosa acquista un tono più oscuro "All'osteria", dove il baritono solista dichiara "Sono più desideroso dei piaceri della carne che della salvezza". Dopo una canzone indimenticabile in cui il tenore impersona un cigno che arrostisce sul fuoco, sentiamo anche l'astuto "abate di Cuccagna", uno squalo del gioco d'azzardo che canta una parodia del canto piano ecclesiastico. Una divertente canzone da bere per coro maschile conclude l'avventura. Ne "Le Corti d'Amore", i solisti soprano e baritono assumono i ruoli di giovani amanti che iniziano separati, ma vengono via via attratti l'uno dall'altro ad ogni canzone. Oltre al coro di uomini e donne, un coro di bambini in veste di Cupido fornisce incoraggiamento. Alla fine il soprano cede alle suppliche del baritono con un climax che arriva al Si bemolle. Il coro festeggia con "Blanziflor et Helena", un inno in lode di Venere, ma l'esultanza si conclude con una ripresa di "O Fortuna", che ci ricorda la fugacità dei piaceri della vita. Le immagini quasi pagane e i personaggi dei "Carmina" con le loro emozioni intense e primordiali si coniugano perfettamente allo stile musicale personalissimo e antiretorico di Orff. Le sue prime composizioni (era nato a Monaco di Baviera nel 1895 e aveva iniziato a comporre giovanissimo già nel 1910), mostravano influenze di Debussy e Stravinsky, ma a partire dal 1919 rimase affascinato dalla musica antica e da Monteverdi in particolare. Con i "Carmina" il suo stile si distacca dalle influenze tardo-romantiche e dalle avanguardie novecentesche, tornando ad una semplicità primitiva di parole e ritmo. Il fascino di questa musica risiede nella declamazione scandita, nella ripetizione ossessiva e quasi ipnotica di semplici melodie e ritmi e nell'utilizzo di antiche modalità. I "Carmina" debuttarono a Francoforte sul Meno nel 1937 e in Italia alla Scala nel 1942.  Dalle loro prime esecuzioni, hanno conquistato un posto fisso nel repertorio musicale, diventando un'opera cult. Numerose sono le incisioni discografiche che ne testimoniano la popolarità, e la loro influenza si estende anche al cinema e alla televisione. In questi ambiti, i "Carmina" vengono spesso utilizzati per evocare atmosfere magiche e cariche di superstizione, oppure per sottolineare situazioni intrise di grande erotismo.

Dario Favretti

 

 

 

Elenco delle date (pagina dettagli evento)


  • Sabato 29 Giugno 2024 20:30 - 22:00